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Nato a Isola Vicentina nel 1934, Paolo Lovato inizia
ad affermare la sua personalità artistica, già durante i corsi estivi di
pittura seguiti a Salisburgo dal 1969 al 1980 e tenuti da maestri di fama
internazionale. Nel 1969, infatti, ottiene la borsa di studio con Emilio
Vedova; nel 1971 vince l’Ehren Preis e il titolo di maestro con Guillaume
Corneille; nel 1972 nuovamente l’Ehren Preis
con il pittore Heinz Trökes e, inoltre, in quello stesso anno, la galleria dell’Accademia
salisburghese gli acquista un’opera. Nelle successive estati del
1973,1974, 1975 si trova ancora a lavorare a alla Sommer Akademie con il
maestro De Luigi e nel 1976 con il maestro jugoslavo Ciuha.
Già a partire dal 1969, inoltre, Lovato si fa notare
in collettive e personali da critici come Gino Barioli, Gerarardo Cossio,
Neri Pozza, Salvatore Maugeri
che lo vedono esporre, anche nei successivi anni Settanta, alle gallerie
“Il salotto” di Vicenza, “Il Sigillo” di Padova, “La Radice” di
Belluno, “Venezuela” di Padova, la “Square Gallery”
di Milano, “L’incontro” di Vicenza che costituisce anche
momento e luogo di ricerca per un vitalissimo gruppo artisti e nel quale
Lovato si riconosce.
Ed è proprio nell’ambito delle attività de
“L’Incontro” che il pittore partecipa ad alcune collettive: alla
Kunstler Haus di Salisburgo, all’inizio del 1978, cui fa seguito, alla
fine dello stesso anno, quella al Kunstverein di Erlangen, presso
Norimberga. A queste seguono altre due mostre all’Accademia dei Concordi
di Rovigo e a Palazzo Bonaguro di Bassano, che si svolgono tra il 1979 e il
1980.
Le
critiche lusinghiere ed gli articoli su di lui giungono dal mondo della
stampa e da artisti, colleghi e maestri, di Salisburgo e non.
Anche il filosofo Giuseppe Faggin, che Lovato frequenta fin dalla
giovinezza ricevendone sostegno ed incoraggiamento, ha per lui parole di
elogio e di stima, nel presentare l’edizione del 1980 della mostra
“Pittori isolani” in Villa
Cerchiari a Isola Vicentina (VI), patria comune ad entrambi.
Negli
anni successivi il programma espositivo di Lovato si riduce
considerevolmente ubbidendo alla necessità del pittore di rielaborare, con
totale disimpegno da altre attività, percorsi e modelli, alternando,
piuttosto, all’attività artistica a quella di insegnante nelle scuole
libere di arti visive a Schio e Isola Vicentina .
Il suo rapporto con il pubblico riprende nel 1994, al
“Centro Culturale Beltrame” di Cittadella , con la mostra “In
Praesentia” e ancora nel novembre del 1997, con un’importante
esposizione a Castelfranco Veneto in occasione della quale Lovato dona
diverse sue opere alla fondazione “Città della Speranza”
e, infine, con le due antologiche al Teatro Accademico di
Castelfranco Veneto, nel 1997 e 1999.
Al dicembre 2000 appartiene una significativa
rassegna nella prestigiosa sede di Villa Querini a Camposampiero (PD) con la
quale l’artista intende scandire la maturazione di un periodo nel suo
percorso artistico.
Attualmente Paolo Lovato tiene il suo studio a Malo
(VI), in via Chiesa, 13.
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