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Il percorso creativo di
Tinin (Agostino) Mantegazza comincia nell'immediato dopoguerra. Nato nel
1931 a Varazze (Savona), aveva iniziato prestissimo a disegnare, attratto in
particolare dagli illustratori del "Corriere dei Piccoli": i
Tofano, i Rubino, i Manca, i Bisi. Proprio sul "Corrire", nel
1950, su invito del di- rettore Giovanni Mosca, pubblica le sue prime
illustrazioni.
Nel corso degli anni
Quaranta, la corrente grafica di gusto surrealista aveva alquanto inciso
sulla formazione del giovane nell'ambiente artistico milanese, agitato -
come altri della sua generazione - dalla potente ventata picassiana. Nel
1952 espone una serie di disegni alla "San Fedele" di Milano,
galleria che lo vedrà successivamente attivo come segretario. In questo
periodo, stringe amicizia con vari artisti dell'ambiente milanese, come
Romagnoni, Guerreschi, Ceretti. Nel'53, con Sergio Dangelo, Nando Pierluca,
Enrico Baj, Joe Colombo, realizza la decorazione del locale esistenzialista
Santa Tecla di Milano. Sempre a Milano, nel 1957 (anno d'inizio della sua
attività giornalistica, come illustratore del quotidiano "La
Notte"), suoi disegni figurano alla Galleria Blu, accanto alle opere di
Bruno Munari, Alberto Longoni, Fabio Massimo Solari. Due anni più tardi
apre una piccola galleria ("La Muffola"), dove espongono pittori,
ceramisti, disegnatori e si esibiscono giovani attori e cantanti come
Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Maria Monti, Paolo Poli, Bruno Lauzi, Cochi e
Renato. Nel 1962 inizia, con la moglie Velia, un lungo percorso artistico
nel mondo del teatro d'animazione. Saranno più di duemila i pupazzi ideati
e costruiti per spettacoli teatrali e televisivi. Nel '64, intanto, fonda a
Milano il "Cab'64" cimentandosi anche come autore ed attore,
scenografo e costumista. Da queste attività è assorbito durante tutti gli
anni Settanta (fonda la cooperativa teatrale "Il Buratto" e dirige
il Teatro Verdi di Milano), ma non abbandona la pratica pittorica come
dimostra il ciclo politico di "Mandati, mandanti e sottomessi",
esposto alla Galleria "Il Dibattito" nel '74. I successivi
numerosi impegni giornalistici e televisivi (nell''85 inventa e realizza il
pupazzo Dodò, protagonista della trasmissione Rai per bambini
"L’albero azzurro", di cui è tra i progettisti e soggettisti;
nel 1989 inizia la collaborazione con Enzo Biagi) non lo distolgono dalla
pittura. Durante i sui frequenti soggiorni a Cesenatico si dedica ad una
ricerca squisitamente "estetica" sulle luci e sui colori marini.
Da questa insistita indagine scaturiscono alcune grandi imprese decorative,
come quelle del '96-'98 al ristorante "La Buca" di Cesenatico.
Tredici "Orizzonti di mare" sono esposti nel maggio '99 nei saloni
del Casinò di San Pellegrino Terme in occasione del Festival Nazionale
della Poesia. Dal 13 luglio al 29 agosto '99 le sue "Tende al
mare" sono state allestite sulla spiaggia libera di Piazza Andrea Costa
a Cesenatico.
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